Insegnare con la Tecnologia - Un esempio pratico


 
Lo scorso autunno ho tenuto una serie di lezioni agli insegnanti delle scuole secondarie (le vecchie "scuole medie" e "scuole superiori" su come utilizzare la tecnologia in classe.

Gli obiettivi erano:

1) Spiegare come un tema si può raccontare in modi diversi dalla solita lezione frontale

2) Dimostrare che la tecnologia può e deve essere inclusiva: tutti gli studenti devono avere le stesse possibilità, italiani e stranieri, cosiddetti "normodotati", "iperdotati" e alunni con BES ("Bisogni Educativi Speciali" - in cui rientrano anche gli iperdotati)

3) Stimolare la multidisciplinarietà: la collaborazione fra insegnanti di materie differenti mi ha dato l'occasione di vedere in azione artefatti e "deliverable" di gran lunga superiori rispetto alle singole lezioni dei singoli testi 

4) Favorire la collaborazione fra Insegnanti di materie diverse, focalizzando un tema e affrontandolo ciascuno dal proprio angolo, specializzazione e punto di vista.

Mi sono divertito molto (e vi confesso che ho provato una certa soddisfazione nell'avere i temuti Insegnanti delle medie e del liceo come studenti).

Ricordo in particolare un laboratorio, che è stato uno dei più stimolanti delle mie lezioni.

Ho fatto scegliere un tema agli Insegnanti: hanno scelto "Gli ultimi giorni di Pompei" e hanno realizzato un book multidisciplinare molto efficace (Italiano, Storia, Geografia, Scienze, Arte).

Mentre gli insegnanti lavoravano, io mi sono divertito a fare qualcosa di nuovo (aiutandomi con l'AI, ma nemmeno tanto). Questo è il risultato: l'eruzione di Pompei scritta in stile giornalistico e e da più punti di vista: cronaca, politica, storia, arte.

Buona lettura.



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